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L'ITTERO NEONATALE

L'ittero è dato da un aumento della bilirubina, che viene temporaneamente immagazzinata nei tessuti del bambino, pelle compresa.

La bilirubina è il prodotto dello smaltimento dei globuli rossi: dopo la nascita i globuli rossi in eccesso (indispensabili per la vita in utero), non sono più necessari e perciò vengono distrutti, producendo ferro e, per l'appunto, bilirubina. Il ferro viene immagazzinato per essere riutilizzato successivamente, mentre la bilirubina deve essere smaltita dal fegato.

Il fegato del neonato, essendo ancora immaturo, non riesce ad eliminare velocemente la bilirubina, che viene immagazzinata nei tessuti.

La bilirubina è un pigmento giallo – arancio ed è per questo che la cute assume quel caratteristico colore giallognolo.

L'ittero è comune nei neonati, durante i primi giorni dopo la nascita. Nel neonato sano solitamente è un fenomeno normale, viene anche detto ittero fisiologico, e nella maggior parte dei casi non è necessaria alcuna cura. Può essere sufficiente tenere il bambino alla luce del sole (non diretta e evitando le ore più calde del giorno) e allattarlo molto spesso.

Il latte materno (così come il colostro) è utilissimo per aiutare a riportare i livelli di bilirubina nella norma, facilitando la sua eliminazione attraverso le feci.

La bilirubina infatti, come visto precedentemente, viene raccolta dal fegato, portata nella bile, e riversata nell'intestino. Se non viene eliminata con le feci, può rientrare in circolo.

L'ittero fisiologico, nei bambini sani, compare di solito verso il secondo-quarto giorno e generalmente si risolve spontaneamente in sette-dieci giorni, anche se in alcuni casi può persistere fino a due-tre settimane.

Inizia dalla testa e poi procede verso il basso. La pelle del neonato colpito dall’ittero di solito ingiallisce prima sulla testa, poi sul torace e sulla pancia e infine sulle gambe. Anche la parte bianca degli occhi del neonato può assumere un colore giallastro.

Per stabilire se è necessaria una cura si possono misurare i livelli di bilirubina con un esame del sangue. Se l’ittero è più grave, può essere utile ricorrere alla fototerapia, cioè a una terapia che impiega una luce speciale per aiutare l’organismo del bambino, e in particolare il fegato, a gestire ed eliminare l’eccesso di bilirubina.

Qualora l'ittero compaia entro il primo giorno di vita, il livello di bilirubina continui ad aumentare (e di conseguenza il colore giallastro, invece che diminuire, si accentui) e perduri a lungo, oppure il bambino si dimostri molto irritabile o eccessivamente sonnolento, l'ittero non è più considerato fisiologico. Questa forma di ittero è detta ittero patologico e può essere causata dalla distruzione anormale di globuli rossi, da un ridotto smaltimento da parte del fegato o da altri problemi che portano ad un eccessivo aumento della bilirubina (una delle cause più frequenti è l'incompatibilità di gruppo sanguigno o di fattore Rh).

L'ittero patologico è spesso riconoscibile alla nascita o entro le prime 24 ore (a differenza di quello fisiologico che compare più tardivamente). In questo caso sono necessarie cure mediche. Il tasso di bilirubina molto alto infatti, in certe condizioni può essere la causa di danni cerebrali.

Nonostante la presenza di ittero patologico, è molto importante continuare ad allattare il bambino frequentemente.

Un tempo si credeva che dare acqua al neonato lo aiutasse a eliminare l'ittero, ma questa teoria è stata assolutamente smentita: la somministrazione di acqua, al contrario, aumenta ulteriormente i livelli di bilirubina anche perché interferisce con l'allattamento al seno. La bilirubina viene eliminata attraverso le feci, non attraverso l'urina!

Che l'ittero sia fisiologico o che richieda delle cure, continuare ad allattare il neonato al seno spesso è un ottimo mezzo per aiutare a riportare a livelli normali la bilirubina.

 

Ost. Stefania Poggianella

 

BIBLIOGRAFIA

[1] La Leche League Italia Onlus – “L’arte dell’allattamento materno” (2011) – Edizioni Da mamma a mamma

[2] Maglietta V, Vecchi V. – “Principi di neonatologia” (2001) – Casa Editrice Ambrosiana

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