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L’ALLATTAMENTO AL SENO E LA PREVENZIONE DELLE ALLERGIE

Attraverso il latte materno il bimbo riceve un grande beneficio, che è quello della protezione dalle allergie. Alcuni bimbi, anche se allattati al seno, sviluppano delle allergie, che possono essere al latte vaccino, al latte a base di soia o a cibi solidi dati troppo presto, alle vitamine o alle gocce di fluoro. Solo il latte materno è, come sostiene anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il nutrimento perfetto e più adeguato per il bimbo nei suoi primi sei mesi di vita.

Durante l’allattamento, l’apparato gastrointestinale è protetto. I cibi più allergizzanti possono essere tollerati meglio se inseriti più tardivamente, soprattutto se con l’introduzione dei cibi solidi, si continua ad offrire il seno al bambino. Gli alimenti allergizzanti sono molti, i principali sono il latte vaccino e i latticini, seguiti da albume dell’uovo, agrumi, granoturco, grano, pesce, pomodori, cavoli, frutti di bosco e semi oleosi (specie gli arachidi).

In caso di una predisposizione familiare alle allergie verso alcuni cibi o se il bimbo mostra reazioni allergiche, si può evitare di darglielo e eventualmente provare a riproporlo dopo un po’ di tempo. In alcuni casi, il cibo mangiato dalla mamma che allatta al seno, può provocare una reazione nel bambino. Se si dovesse notare questa cosa è segno di un’elevata sensibilità verso quel cibo e smettendo di assumerlo gli effetti sul bambino scompariranno. Ciò non significa che sia il latte materno a far male al bambino, ma le proteine (dell’uovo o del latte, …) che sono estranee. Per questo non ha motivo passare al latte artificiale, che probabilmente peggiorerebbe la situazione.

In ogni caso, quando un bimbo mostra segni di allergia, come diarrea, esantema, … non è detto che sia qualcosa che viene dal latte materno. Potrebbero essere le vitamine, le gocce di fluoro, eventuali farmaci o può essere una semplice influenza. Anche alcune sostanze con cui il bimbo viene a contatto possono essere allergizzanti, come i detersivi, gli ammorbidenti, i tessuti, gli acari della polvere.

Se, nonostante tutti gli accorgimenti, i sintomi persistono, l’unica cosa da fare è provare a eliminare dalla dieta della mamma un cibo un po’ particolare (come il latte vaccino e tutti i suoi derivati) per una o due settimane e vedere se ci sono dei miglioramenti. In genere i sintomi scompaiono dopo una decina di giorni, anche se alcuni di essi possono impiegare fino a tre settimane. Se eliminando un gruppo di alimenti il bimbo migliora si può provare a reintrodurre uno alla volta i cibi singoli per identificare quale sia a causare il problema. Se invece alla terza settimana la sintomatologia non è cambiata i cibi possono essere reintrodotti, perché, evidentemente, non sono la causa del suo malessere. A volte i cibi, se mangiati in piccole quantità, non danno sintomi al bambino, cosa che invece succede se sono assunti in grandi quantità.

Durante questo procedimento è importante che la mamma continui a seguire un’alimentazione adeguata (vedi articolo "L'alimentazione durante l'allattamento"), compensando gli alimenti tolti con altri alimenti.

I bambini molto sensibili hanno bisogno di qualche attenzione in più, ma l’allattamento al seno è già un ottimo punto di partenza e un ottimo mezzo di prevenzione.

 

Ost. Stefania Poggianella

 

BIBLIOGRAFIA

[1] La Leche League Italia Onlus –  “L’arte dell’allattamento materno” (2011) – Edizioni Da mamma a mamma

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