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I PIU’ COMUNI DISTURBI DELL’ALLATTAMENTO AL SENO, COME PREVENIRLI E CURARLI

Il latte materno è il nutrimento ideale e più completo per il bambino. Nelle prime settimane di allattamento tuttavia è possibile andare incontro a qualche difficoltà. La maggior parte delle volte si risolvono facilmente, ma in alcuni casi può sorgere un problema tale da compromettere l’allattamento.

I problemi che si riscontrano più sovente sono:

 

  • dolore ai capezzoli;
  • ragadi;
  • ostruzione di un dotto;
  • ingorgo;
  • mastite (che raramente può evolvere in ascesso mammario).

Ognuno di questi disturbi può essere curato ma di fondamentale importanza è la prevenzione.

Vedremo ora nel dettaglio ogni problema cercando di capirne cause e rimedi.

DOLORE AI CAPEZZOLI

  • È facile avvertire dolore ai capezzoli soprattutto nei primi giorni di allattamento poiché i capezzoli sono più sensibili. Questa sensazione scompare in seguito se il bambino è attaccato in maniera corretta. A questo proposito bisogna essere sicuri che la posizione del corpo del bambino e la posizione del capezzolo nella sua bocca siano giuste. La parte anteriore del corpo del bambino deve essere rivolto verso quello della mamma e il capezzolo deve venire a trovarsi proprio davanti al suo viso. Orecchio, spalla e fianco del bambino devono essere allineati. Il bambino per succhiare in maniera efficace non deve afferrare il capezzolo, bensì prendere in bocca gran parte dell’areola. Il capezzolo deve essere sopra la lingua del bimbo, nella parte alta della sua bocca, il labbro superiore e quello inferiore devono essere rivolti verso l’esterno e mento e naso devono toccare il seno.

Se i capezzoli sono dolenti può essere utile cambiare spesso posizione al bambino (vedi articolo “Posizioni per Allattare”).

  • Se i capezzoli invece iniziano a far male dopo settimane, prudono e la pelle intorno diventa squamosa e rosea, la causa potrebbe essere il mughetto, un’infezione causata dalla candida. Non è grave e solitamente non da alcun fastidio al bimbo, però può richiedere tempi piuttosto lunghi per la guarigione. In caso di mughetto si possono notare macchioline bianche all’interno delle guance o sulle gengive del bimbo. Nonostante il mughetto, non c’è alcun motivo per interrompere l’allattamento al seno. Il medico prescrive la terapia e si curano sia la bocca del bambino che i capezzoli. Per evitare la diffusione del mughetto è importante lavarsi bene le mani dopo aver cambiato il pannolino e sterilizzare quotidianamente tutti gli oggetti che vanno in bocca al bambino (ciuccio, …) e sul seno (copricapezzoli, …).
  • Un altro motivo per cui i capezzoli potrebbero essere dolenti è la dentizione. Alcuni bambini possono cambiare modo di succhiare poiché hanno male alle gengive. In questo caso può essere utile cambiare la posizione del bimbo.

RAGADI

Le ragadi sono screpolature, taglietti più o meno gravi che interessano prevalentemente il capezzolo e i punti in cui esso si attacca all’areola. La causa principale per cui si formano è uno scorretto attaccamento del bambino al seno. Per prevenirle è quindi indispensabile accertarsi che il bambino succhi in maniera adeguata. Buona norma è anche evitare di utilizzare saponi per il lavaggio del seno poiché eliminano i grassi protettivi della pelle e possono rendere i capezzoli ancora più screpolati. Per l’igiene del seno è sufficiente utilizzare l’acqua. Inoltre è meglio evitare di mettere a contatto col seno tessuti sintetici o coppette assorbilatte che mantengono i capezzoli umidi e possono aumentare le screpolature.

Se, nonostante tutti gli accorgimenti, si formano delle ragadi, è sconsigliato l’utilizzo di tutte quelle creme che vanno rimosse prima di allattare, così come del ghiaccio che può inibire il riflesso di emissione del latte. Il trattamento più efficace è quello di spremere alcune gocce del proprio latte a fine poppata e farle assorbire massaggiando il capezzolo. Dopodiché si può lasciare il seno scoperto per un po’. Se questo non dovesse bastare si può utilizzare la lanolina purificata, applicandola picchiettando sul capezzolo alla fine di ogni poppata.

Né in caso di ragadi, né in caso di dolore ai capezzoli casi serve interrompere l’allattamento al seno, se però il dolore è molto intenso può essere necessario smettere temporaneamente mentre i capezzoli guariscono. In questo periodo si può spremere il latte manualmente e darlo al bimbo con un cucchiaio o un bicchierino.

OSTRUZIONE DI UN DOTTO

Si forma poiché il latte non riesce a fluire: il dotto si infiamma e solitamente si nota per la comparsa di un punto del seno molto sensibile, arrossato o doloroso. Le cause possono essere un attaccamento scorretto, intervalli troppo lunghi tra le poppate, uso di aggiunte, indumenti stretti o l’abitudine di premere sopra l’areola per far respirare il bimbo.

Per curare un ostruzione è importante attaccare spesso il bambino (cominciando dal seno dolente e mantenendo il bimbo in una posizione tale che il mento sia rivolto verso il dotto ostruito) e fare applicazioni calde, umide o asciutte, sul seno (docce, impacchi, …) massaggiando e spremendo un po’ di latte quando il seno è caldo. Ricordarsi anche di non usare biancheria o indumenti stretti.

INGORGO

Anche l’ingorgo è causato da una rimozione di latte inadeguata e le cause possono essere, oltre alla montata lattea, poppate brevi o molto distanti tra loro. I sintomi sono dolore, gonfiore, calore e rossore della zona. I seni sono duri e la pelle è tesa e può apparire lucida e trasparente. Può comparire febbre.

I rimedi sono gli stessi che per il dotto ostruito: attaccare spesso il bambino, eseguire applicazioni calde e massaggio del seno prima della poppata per facilitare la suzione, e applicazioni fredde tra le poppate per dare sollievo e ridurre l’edema. Anche le foglie di cavolo possono essere utili: vanno lavate, spianate con un mattarello, applicate direttamente sul seno fuori dalla poppata e cambiate ogni 2-4 ore. Un ulteriore sistema per estrarre il latte è il metodo della bottiglia. Si prende una bottiglia da un litro con l’imboccatura larga, la si riempie con acqua bollente e poi, tenendola con uno straccio, la si svuota e si raffredda l’imboccatura. A questo punto la si appoggia contro il seno: l’aria, raffreddandosi creerà un vuoto aspirando il latte nella bottiglia.

In caso di ingorgo l’allattamento al seno non va interrotto, bensì aumentato.

MASTITE

Con il termine mastite si indica un’infiammazione del seno I sintomi sono simili a quelli dell’ingorgo: dolore localizzato ma intenso, gonfiore, calore e rossore associati a febbre e sintomi influenzali. Esistono due tipi di mastite:

  • mastite non infettiva: un peggioramento dell’ingorgo o di un dotto ostruito
  • mastite infettiva: in cui ci sono complicazioni batteriche (a causa per esempio di ragadi non curate). In questo caso i sintomi durano più a lungo ed è necessaria una terapia farmacologica

Le cause di una mastite sono attacco inadeguato o suzione inefficace, pressione prolungata sul seno, stress o fatica insolita, lunghi intervalli tra le poppate. Prevenendo ragadi, dotti ostruiti e ingorghi, si previene la mastite.

La cura della mastite si fa con l’applicazione di impacchi caldi, sempre massaggiando il seno e spremendo un po’ di latte prima della poppata, attaccando spesso il bambino dal lato dolente assicurandosi che la posizione sia corretta, variando posizione e riposando molto. Se dopo 24 ore la sintomatologia non cambia e la febbre è ancora presente è necessario consultare un medico. Consultare un medico immediatamente se ci sono evidenti segni di infezione batterica (pus, sangue, strie arrossate sul seno).

Anche in caso di mastite non è necessario interrompere l’allattamento al seno, poiché gli anticorpi nel latte proteggono il bambino e in caso di terapia antibiotica, vengono somministrati antibiotici compatibili con l’allattamento.

 

È bene ricordare che tutte le difficoltà possono essere superate, soprattutto con l’aiuto di un professionista competente. Un’ostetrica o una consulente per l’allattamento possono aiutare in caso di bisogno e, se contattate in tempo, possono evitare che il problema peggiori a tal punto da indurre ad interrompere l’allattamento. Un buon sostegno durante l’allattamento al seno, soprattutto nelle prime fasi, pone le basi perfette per un allattamento al seno sereno e duraturo.

 

Ost. Stefania Poggianella

 

BIBLIOGRAFIA

[1] La Leche League Italia Onlus –  “L’arte dell’allattamento materno” (2011) – Edizioni Da mamma a mamma

[2] La Leche League International – “Allattamento al seno, Il libro delle risposte, Volume 1” (2003)

 

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