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ACQUATICITA’ NEONATALE

L’acqua è un elemento che può essere di grande aiuto nei primi mesi di vita.

Il bimbo ha trascorso nove mesi immerso nel liquido amniotico e solitamente è molto contento di tornare in un ambiente a lui tanto familiare. Alcuni ricercatori sostengono che passare del tempo nell’acqua favorisce lo sviluppo del bambino e che i primi movimenti hanno più senso nell’acqua, dove possono essere svolti con più agilità. Questo fa sì che i bimbi si adattino più facilmente anche alla vita sulla terra, imparando a gattonare e camminare prima.

I benefici dell’acqua su un neonato sono diversi. Gli apparati che vengono principalmente coinvolti sono quello respiratorio e quello cardiovascolare, ma molti stimoli sono dati anche a livello muscolare, come visto in precedenza. L’attività in acqua permette, da un lato, lo sviluppo delle prime capacità motorie tramite il gioco e, dall’altro, la possibilità di rilassarsi. Svolgere l’attività in un gruppo, con bambini di età diverse, permette inoltre di sviluppare le prime competenze relazionali.

I corsi per neonati sono un’esperienza piacevole non solo per il bambino, ma anche per il genitore. In acqua è possibile raggiungere una grande intimità e complicità. I genitori riescono a cogliere i bisogni dei loro piccoli e a soddisfarli. Per questa ragione è importante che sia un familiare ad entrare in acqua con il bambino, qualcuno che sia per lui un valido punto di riferimento.

I corsi non hanno come scopo l’insegnamento del  nuoto. I metodi dolci che stimolano la curiosità e l’attività ludica sono preferibili. È importante capire cosa il bambino desidera fare e rispettare le sue volontà, senza forzarlo. Il gioco diventa così un modo per sperimentare e conoscere, nel rispetto dei diritti del bambino.

È sempre bene ricordare quali sono questi diritti (tratti da “La Carta dei diritti dei partecipanti ai corsi di acquamotricità neonatale” [1] ):

  • il diritto al gioco in acqua
  • il diritto a momenti di attività libera e non strutturata
  • il diritto ad un'attività condivisa e partecipata con i propri genitori
  • il diritto ad un ambiente (struttura, materiali, metodi) che rispetti lo sviluppo psicomotorio del bambino
  • il diritto a modalità e tempi che tutelino le singole individualità
  • il diritto a vivere pienamente il piacere dell'acqua
  • il diritto a partecipare a un'attività di gruppo tra pari
  • il diritto ad essere ascoltato sulle personali preferenze e attitudini
  • il diritto del genitore ad essere sostenuto durante l'attività, per raggiunge una completa autonomia educativa.

L’insegnante ha un ruolo fondamentale nel far sì che i diritti dei piccoli vengano rispettati. Inoltre assiste la famiglia proponendo giochi ed attività che possano essere svolti dal bambino con serenità.

Ai corsi solitamente possono partecipare i bambini a partire dai tre mesi, anche se sempre più spesso è possibile portarli dal primo mese di vita.

Nella scelta di un corso di acquaticità neonatale cercate di valutare sempre:

  • il tipo di attività che viene svolta
  • l’ambiente in cui si effettuano i corsi
  • la temperatura dell’acqua (che deve essere almeno 32 °C)

Il corso può essere un’ottima occasione per trascorrere un po’ di tempo con il vostro bimbo, giocare con lui, e entrare in contatto con altri genitori. Se però per qualsiasi motivo non riusciate a portare il vostro bimbo in piscina, non disperate, anche la vasca da bagno può rivelarsi perfetta!

 

Ost. Stefania Poggianella

 

BIBLIOGRAFIA

[1] Faustini M, Oliva D. – “La filosofia dell’acquamotricità” – Available On-Line: [http://www.universitadellacqua.it]

[2] Balaskas J, Gordon Y. – “Manuale del parto in acqua” (1992) – Edizioni RED

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